Come essere primi su Google (e rimanerci)
Data: 28 Settembre 2025 Tempo di lettura: 42 minutiCome si fa a essere primi su Google? La risposta breve è semplice: sito web veloce e ben strutturato, contenuti di qualità sempre aggiornati, dati strutturati, menzioni online (con e senza backlink) e una strategia basata sulle giuste parole chiave… peccato che la risposta non sia breve!

La verità è che arrivare in prima pagina su Google richiede molto di più: ogni dettaglio tecnico e ogni scelta di contenuto contano nel determinare il posizionamento.
Non esistono scorciatoie né trucchi miracolosi. Per scalare le SERP (o, come ho sentito dire a qualcuno, rankare su Google) serve una strategia SEO solida, costanza e un pizzico di pazienza. In questa guida gratuita troverai un percorso pratico e completo che ti aiuterà a capire quali sono i fattori davvero determinanti per comparire ai primi posti su Google.
Nei prossimi paragrafi analizzeremo passo dopo passo tutti gli elementi fondamentali: dalla creazione di un sito efficace alle tecniche di SEO on-page, dall’ottimizzazione tecnica fino all’integrazione con Google Ads. Se vuoi un supporto personalizzato, puoi sempre chiedermi supporto come consulente SEO.
Ma ora basta premesse: preparati un buon caffè, mettiti comodo e iniziamo a scoprire insieme come arrivare in cima ai risultati di ricerca, portare più traffico qualificato al tuo sito e trasformare gli utenti in clienti reali.

Crea un sito web efficace
Giacché si parte dalle fondamenta, il primo passo è creare un sito web professionale e dunque efficace, efficiente, funzionale. Devi scegliere un dominio adatto e devi avere dalla tua la giusta strategia di comunicazione.
Questa passa da uno studio attento di UI e UX in virtù degli obiettivi del tuo sito web: vendere prodotti, raccogliere lead o altro ancora. Impara a scegliere i colori giusti per il tuo sito web e prestare attenzione ad ogni componente, dai form di contatto alle call to action. Il flusso di navigazione dell’utente deve essere lineare.
Pero approfondire: come creare un sito web professionale
Crea contenuti di qualità
Pianificare una strategia di comunicazione significa creare un piano editoriale che condensi contenuti di grande qualità per il tuo pubblico. Definisci le intenzioni di ricerca e le parole chiave che li identifichino. Devi scrivere articoli di blog e creare post Instagram (Facebook, LinkedIn, TikTok) per il tuo pubblico di riferimento e rispondere in modo completo ed esaustivo alle loro domande ed esigenze. L’attività social ti aiuta ad acquisire nuovo pubblico e creare quei segnali sociali che aiutano a migliorare il posizionamento su Google.
Da leggere: che differenza c’è tra piano editoriale e calendario editoriale
Indicizzazione e primi passi per comparire su Google
Se vuoi comparire in prima pagina su Google è necessario avere un sito web affinché Google indicizzi il sito stesso. Una volta completato l’inserimento nell’indice, puoi pensare a raccogliere dati e informazioni per aggiustare il tiro. Vediamo allora come agevolare il lavoro al motore di ricerca (se così si può dire) e assicuraci sia tutto in ordine.
Leggi anche: come velocizzare l’indicizzazione su Google
Come inviare l’URL per l’indicizzazione
I primi passi per posizionarsi tra i risultati di Google passano obbligatoriamente dalla indicizzazione. Ci si presenta all’algoritmo andando a caricare la sitemap tramite Google Search Console, invitando Googlebot a scoprire la nuova pagina. Accade spesso che in pochi giorni, massimo una settimana, una pagina ben formata compaia nella SERP.
L’attesa, sebbene breve, richiede attenzione. Meglio evitare di pubblicare un sito incompleto: anche piccoli errori impediscono una corretta scansione, compromettendo la presenza nei risultati. La checklist di base? Sitemap aggiornata, robots.txt configurato, canonical tag impostato correttamente. Solo così si evitano rallentamenti o, peggio, esclusione dall’indice.
Come verificare la presenza nella SERP
Una volta inviata la richiesta, urge monitorare se le pagine compaiono effettivamente. Il metodo più rapido: digitare “site:tuodominio.it” su Google, osservando l’eventuale comparsa delle nuove URL. Se assenti dopo una settimana, meglio investigare sulle eventuali barriere tecniche.
I più scrupolosi integrano l’analisi con tool di auditing, che verificano quanto e come le pagine si sono posizionate. Solo con una scansione regolare si può intervenire prontamente, evitando di vanificare sforzi tecnici e redazionali.
SEO on‑page: contenuti, keyword e metadati
Passiamo ora a quello che è il contenuto del sito web (testo visibile, informazioni e codice sotto il cofano), distribuito nelle varie pagine: si tratti di pagine servizio, landing page, articoli di blog, schede prodotto e chi più ne ha più ne metta. A cosa prestare attenzione per comparire in prima pagina su Google?
Uso della keyword principale
Il cuore di ogni strategia efficace resta la SEO on-page. A Google non sfugge un testo raffazzonato: capisce, ormai, se stai scrivendo per l’utente o per l’algoritmo. La keyword va individuata previa analisi di volumi e concorrenza, poi inserita in modo naturale: assicurati di posizionarla nel titolo e distribuirla bene nel corso del testo. Ulteriori ripetizioni? Rischio di keyword stuffing e penalizzazione.
Ancor più rilevante la coerenza con i bisogni dell’utente: l’intento, la chiarezza e la profondità contano più della quantità. Un’armonia sottile che si lega alla capacità di parlare la lingua dell’utente, usando sinonimi e topic correlati.
Come scrivere meta title e meta description
Le sorti della visibilità si giocano spesso in cento caratteri scarsi, quelli riservati a meta title e meta description. Questi metadati sono il tuo biglietto da visita: se ben scritti, possono aumentare le visite al tuo sito web (CTR – click through rate, il tasso di apertura rispetto agli utenti che visualizzano).
L’imperativo è sedurre e informare subito: un meta title che richiama la keyword e una description che chiarisce il valore concreto di quel contenuto. Altrimenti, si cede spazio ai concorrenti, col rischio di restare invisibili nonostante il buon posizionamento.
Ottimizza le pagine con tecniche di copywriting
Cura ogni elemento in pagina e negli articoli del blog, come un copywriter che si rispetti. Facciamo un recap velocissimo:
- titolo accattivante, chiaro e conciso
- meta description e excerpt di WordPress (riassunto)
- tag title
- permalink (o slug della pagina)
Al netto di questi elementi, una volta che l’utente atterra sul tuo sito web è fondamentale veicolare la sua attenzione e incentivare il proseguo della lettura. Concentrati e lavora al meglio sul primo paragrafo del tuo articolo (o sezione Hero, così come i primissimi elementi in pagina), devi partire col botto perché in poche parole e poco tempo ti giochi tutto.
In generale, per questo e i punti appena elencati, focalizzati su una precisa intenzione di ricerca e sulle parole chiave che la descrivono per ottimizzare quanto detto. Se serve, ormai come per ogni cosa, fatti aiutare dall’intelligenza artificiale: ho suggerito tutte le migliori AI per scrivere (gratis). Approfittane!
Per approfondire: come scrivere contenuti SEO friendly
Ottimizza le immagini
Se vuoi essere primo su Google devi lavorare sui dettagli anche più piccoli e non visibili nell’immediato. Lavora su foto e immagini. Ci sono 3 aspetti fondamentali che devi considerare quando parliamo di ottimizzazione delle immagini:
- usa i giusti ritagli di immagini, adattivi in base allo schermo che ne richiede il file
- ricordati di ridurre il peso delle immagini (con plugin o tool online gratis)
- ottimizza le immagini per la SEO focalizzandoti su nome del file, testo alternativo e didascalia per lavorare con le keyword senza dimenticare l’accessibilità
Questi tre aspetti sono fondamentali e non puoi trascurarli. Ricorda che Google è anche un motore di ricerca di immagini e che il lavoro di parole chiave fatto su foto e immagini non fa che dare ancora più forza ai tuoi contenuti per essere primi nei risultati di ricerca di Google.
Leggi anche: come ottimizzare le immagini per Google
Aggiungi embed YouTube e contenuti multimediali
Per massimizzare l’esperienza utente e fornire articoli e pagine davvero completi ed esaustivi puoi farti aiutare da contenuti multimediali come video YouTube, presentazione Slideshare o playlist Spotify.
Sono solo alcuni esempi di come puoi arricchire ulteriormente l’esperienza di navigazione degli utenti. Questo permette di aumentare il tempo di permanenza sul sito web, che per Google è indice di qualità. E la qualità è la conditio sine qua non per essere primi su Google.
Core Web Vitals e ottimizzazione tecnica
Ora passiamo ai tecnicismi un poco più rognosetti: sitemap, scansione, canonical e via dicendo. Daremo anche uno sguardo a come migliorare le performance del sito web. Velocizzare il caricamento delle pagine non influisce direttamente sul posizionamento del sito web.
Non finisci per essere primo su Google solo perché il sito carica in un battito di ciglia ma è anche vero che l’esperienza utente impatta moltissimo sulla esperienza utente e ne puoi trarre vantaggio a parità di qualità dei contenuti.
Sitemap, robots.txt, canonical, hreflang: configurazioni essenziali
I segreti del successo spesso si celano dietro le quinte, nei dettagli della ottimizzazione tecnica. Pochi file fanno la differenza:
- sitemap.xml, che funge da mappa per i crawler
- robots.txt, che regola cosa può essere scoperto
- tag canonical, fondamentale per scongiurare i contenuti duplicati
- hreflang, attributo indispensabile per i siti multilingue
Solo una configurazione minuziosa consente a Googlebot di orientarsi senza inciampi. Non trascurare nemmeno redirect 301 e 302: un errore qui può disperdere valore SEO, lasciando orme digitali che disorientano Google e utenti. Il monitoraggio di routine consente di intervenire prima che questi micro-dettagli diventino problemi macroscopici.
A tal proposito ti lascio la mia guida a Yoast SEO, plugin WordPress che ti aiuta a svolgere più facilmente queste lavorazioni e ottimizzazioni (se sai dove e come mettere mano).
Migliorare Core Web Vitals LCP, FID, CLS
L’esperienza utente è il nuovo oro digitale. Core Web Vitals guida l’algoritmo nella valutazione delle performance:
- LCP (Largest Contentful Paint) giudica la velocità di caricamento
- FID (First Input Delay) la reattività ai comandi
- CLS (Cumulative Layout Shift) la stabilità della pagina durante il caricamento
Il risultato? Un sito che balbetta o risponde con ritardo rischia di essere penalizzato rispetto ai concorrenti: monitorare costantemente queste metriche nella Google Search Console e strumenti dedicati (Lighthouse, PageSpeed Insights) permette di anticipare problemi e mantenere alte le probabilità di ranking.
Velocizzare il caricamento del sito web
Massimizzare l’esperienza utente è una delle tante attività di continuo miglioramento e ottimizzazione del sito web per spuntare davvero a essere primi su Google. Bisogna migliorare la PageSpeed WordPress affinché pagine, immagini, articoli di blog e qualunque altra risorsa parte integrante del sito venga fornita all’utente in pochi secondi. Il rischio è di perdere l’utente.
A tal proposito:
- prova a installare e configurare un plugin per la cache di WordPress (come WP Fastest Cache, che è gratis)
- assicurati di avere un hosting WordPress che risponda con buone performance
- riduci il numero di plugin all’essenziale per evitare problemi di rallentamento (e sicurezza)
Per approfondire: come configurare WP Fastest Cache (gratis in un minuto)
Elimina i contenuti duplicati
L’alberatura del sito è importante per avere una struttura con la giusta profondità e permettere a Google di scansionare il tuo sito web velocemente, a fronte di poche risorse. Quando hai molti contenuti, fai sì che non vi siano duplicati o pagine con contenuti (obiettivi) simili per cui possa essere più funzionale un accorpamento.
A tal proposito è bene che tu faccia attenzione a come si usano categorie e tag in WordPress. Molto spesso i contenuti duplicati vengono generati da un uso improprio delle tassonomie, atte proprio a raggruppare i contenuti del tuo sito web, siano questi identificati da post o altri custom post type (esempio: servizi, prodotti, etc).
Strategia semantica: keyword research, topic cluster e blog
In questa sezione entriamo più nello specifico della struttura del sito web e quindi l’organizzazione dei contenuti. Per un lavoro fatto a modino diventa fondamentale la strategia di distribuzione delle parole chiave. Keyword che dobbiamo trovare. Andiamo con ordine.
Usare Google Trends e KeywordTool per trovare temi caldi
Il viaggio verso il primo posto parte dalla conoscenza dei temi che hanno maggiore trazione nel momento. Strumenti come Google Trends e KeywordTool aiutano ad analizzare le ricerche emergenti e i volumi d’interesse. Individuare query a crescita rapida o con bassa concorrenza, consente di intercettare pubblico nuovo, anticipando i trend di mercato.
Basterà ordinare i risultati per volume di ricerca e scorrere l’andamento nel tempo: chi individua prima i nuovi temi si assicura una corsia preferenziale nel traffico futuro. Scopri cosa interessa di più agli utenti della tua nicchia, al tuo pubblico di riferimento.
Piano editoriale e blog per intercettare nuove ricerche
Non serve una fabbrica di contenuti, ma una linea editoriale coerente su topic rilevanti. L’organizzazione in topic cluster struttura il sito con un fulcro (pillar) e articoli di approfondimento connessi. Questa architettura aumenta la autorevolezza semantica e migliora la distribuzione dei link interni.
Mantenere un blog aggiornato durante permette di presidiare le nuove ricerche appena emergono, mentre gli articoli evergreen attraggono visitatori costanti. La coerenza premia: chi aggiorna e amplia crea una spirale virtuosa di traffico e engagement.
Lavora con parole chiave long-tail
Se desideri essere in prima pagina su Google, un consiglio prezioso è di evitare ricerche con parole chiave super competitive. Lavora invece sulle così dette long-tail keyword (parole chiave a coda lunga):
Queste aprano la porta a segmenti di mercato dove la competizione è più accessibile. Focalizza la tua attenzione laddove hai le migliori opportunità di far valere la tua presenza sui risultati in SERP. La ricerca specifica, per la tua nicchia, può essere di grande aiuto per essere rilevante su Google.
Creare topic cluster per organizzare gli argomenti
Un modo molto efficace per dimostrare autorevolezza a Google e migliorare il posizionamento è organizzare i contenuti del sito con una struttura a cluster.
In pratica:
- la pillar page è la pagina principale, completa e approfondita, che tratta un argomento ampio in maniera esaustiva
- gli articoli satellite sono contenuti più specifici, ognuno focalizzato su un sotto-tema collegato alla pillar
- i link interni creano una rete bidirezionale: i satelliti rimandano alla pillar e la pillar a sua volta punta ai satelliti
Questa architettura funziona perché rende la navigazione molto più semplice per l’utente, senza che si perda. Allo stesso tempo aiuta Google a interpretare la pillar page come una risorsa centrale e autorevole sull’argomento trattato, capace di racchiudere e collegare i vari sotto-temi. Infine, grazie a una rete di link interni ben strutturata, il valore SEO viene distribuito in modo equilibrato tra le diverse pagine del cluster, aumentando la visibilità complessiva del sito e la rilevanza dei contenuti.
Vuoi un esempio concreto? Prova a vedere come ho lavorato sul content hub di Intelligenza Artificiale proprio qui sul mio blog. Oppure dai un’altra occhiata a come è strutturata questa stessa guida.
Link building, link interni e local SEO
Sito web professionale pronto, keyword profittevoli individuate e ben distribuite, piano editoriale che procede costante e in linea con il tuo progetto… ora è il momento di unire i puntini: capire cioè come collegare in modo strategico i contenuti del tuo sito per distribuire anche l’autorevolezza conquistata nei risultati di ricerca attraverso i link interni.
Vedremo come rafforzarla e come ottenere menzioni (segnali sociali, link che rimandano al tuo sito e ai tuoi contenuti — in gergo link building o link earning) e come fare local SEO per posizionarti primo su Google nelle ricerche della tua zona. Ah, Google My Business lo hai attivato, vero?
Costruire link in ingresso e rete di internal linking
Nessun sito è un’isola. Il valore di una pagina cresce proporzionalmente ai link in ingresso che riceve da fonti autorevoli: ogni backlink rafforza la reputazione agli occhi dell’algoritmo. Link building, quindi, resta strategia chiave. Ovviamente deve essere tutto spontaneo, genuino, naturale, frutto di contatti e relazioni virtuose instaurate nel tempo con qualità.
Ma non basta guardare all’esterno: una solida rete di link interni permette di distribuire la linfa SEO tra le pagine, migliorando la navigazione e la crawlability per Googlebot. Ogni collegamento deve essere ragionato, mai casuale: una struttura coerente trasforma i visitatori in esploratori.
Per approfondire: come usare i link interni nella SEO
Essere visibili su Google Maps
Chi opera sul territorio non può trascurare la SEO locale. Ottimizzare il profilo su Google Maps, curando dettagli come orari, indirizzo e recensioni verificate, consente di emergere e ti posso garantire che essere primi su Google Maps/ per ricerche Local SEO può fare davvero la differenza.
Per commercianti locali, la visibilità su Google si traduce in nuovi clienti reali: bastano pochi accorgimenti – numero di telefono sempre aggiornato, immagini recenti, risposte puntuali ai feedback – per vedere il traffico aumentare in negozio. Un’attività ben recensita (per collegarmi a quanto detto prima sui segnali sociali, importantissimi per Google) porta a ulteriori posizionamenti tra i risultati locali.
Aggiornare sempre gli articoli del blog
Arrivare in prima pagina su Google significa anche e soprattutto tenersi stretto quel risultato. Per farlo è bene aggiornare gli articoli del blog e, in generale, ogni pagina del sito ne abbia bisogno nel tempo. In cosa consiste questo aggiornamento? Se hai letto con interesse e compreso quanto abbiamo detto fino a qui, potresti intuire già la risposta.
In breve, per punti:
- occhio alla rete di link interni (collegamenti fra articoli e pagine del tuo sito web)
- occhio eventuali link rotti (pagine che non esistono più o danno errore)
- verifica che il contenuto sia sempre attuale e rilevante
- rivedi, se necessario, il contenuto con integrazioni e modifiche
- migliora, se e dove serve, la formattazione seguendo le buone abitudini di scrittura online
- attento a cambiare la data dei post, fallo solo se davvero necessario
La revisione continua dei contenuti fa sì che il tuo sito web si rinnovi continuamente. La cura di tutti questi elementi appena citati, unita alla visione d’insieme sull’alberatura del sito web che va crescendo, ti aiuterà a essere primo su Google e – con il tempo – conservare autorevolezza e rilevanza per rimanere in prima pagina.
Configura i dati strutturati per i rich snippet
Hai notato quei box d’informazione che saltano fuori per primi quando cerchi su Google? Anche se il tuo sito non è il primo risultato nella SERP Google, c’è la possibilità di balzare agli occhi di tutti grazie a questi riquadri in evidenza. L’obiettivo di Google è rendere la risposta all’utente il più diretta e comprensibile possibile. Questo avviene grazie ai dati strutturati e il risultato finale si chiama rich snippet.
Non si può decidere direttamente di finire in questi riquadri, ma si può ottimizzare il proprio contenuto affinché ciò avvenga.
Puoi aggiungere dati strutturati al tuo sito WordPress gratis grazie a plugin come WP Structured Data & Rich Snippet oppure attraverso il già menzionato Yoast se fai SEO con WordPress.
Google Ads
Più di una volta mi è stato chiesto: meglio fare SEO in organico o investire su Google Ads?
La risposta è che una soluzione non esclude l’altra. Io suggerisco sempre di diversificare e adottare una strategia che sappia unire l’attività SEO canonica (Seatch Engine Optimization) con l’adv (SEM – Search Engine Marketing, altrimenti SEA – Search Engine Advertising).
Questa guida entra nel dettaglio quanto basta per fornirti nozioni e possibili approfondimenti: lasciati consigliare da un SEO esperto per evitare di fare disastri da una parte e buttare soldi dall’altra senza sapere bene cosa stai facendo e dove stai andando. Detto questo, vediamo i punti chiave se vuoi usare Google Ads per essere primo su Google.
Quando usare Ads
Chi gioca solo la carta organica deve armarsi di pazienza: servono mesi per salire di posizionamento con alla SEO. Con Google Ads la visibilità è immediata: si sale in prima pagina il giorno stesso in cui parte la campagna, scegliendo parole chiave e impostando il budget.
Una strategia davvero efficace? Integrare entrambi i canali. SEO costruisce basi stabili e visibilità duratura. Ads supporta il brand nei periodi chiave, accelera i test, intercetta utenti nelle fasi cruciali di lancio o promozione.
Come gestire budget per Google Ads
A prima vista sembra tutto semplice: imposti un costo per click (CPC) e lasci andare la campagna. Ma la differenza tra chi disperde budget e chi massimizza i ritorni la fa il monitoraggio quotidiano. Verificare performance di campagne Ads significa servirsi di dashboard dedicate: report su costi, impression, click, lead generati.
Campagne ben ottimizzate portano casi studio da 2.347.000 impression e 388 lead, con investimenti mirati che restituiscono ROI (ritorno di investimento) tangibile. Seguire l’andamento, rivedere regolarmente i budget e correggere la rotta è la chiave per non bruciare risorse senza risultati. E ricorda: i numeri non vogliono dire nulla se non sono contestualizzati rispetto ai tuoi obiettivi.
Ogni caso va seguito con puntualità, motivo per cui consiglio sempre il supporto di un esperto marketing. Il rischio è quello di passare da essere primi su Google a sparire dall’indice a suon di penalizzazioni e mandare in fumo mesi di lavoro.
Monitoraggio, tempi realistici e costi
Come fatto anche nelle guide SEO su YouTube, Amazon e TikTok, ecco la sezione dedicata al monitoraggio delle performance. In questo caso vediamo anche quanto costa essere primi su Google (anche se immagino avrai capito la risposta sia tanta pazienza, tempo e strategia in primis) e un po’ di numeri alla mano.
Quanto costa essere primi: range e investimenti tipici
Il mito del primi gratis su Google (!!) si scontra con la realtà dei fatti. L’investimento varia enormemente: si va da poche centinaia fino a decine di migliaia di euro, in funzione della concorrenza e delle esigenze (consulenze, creazione contenuti, attività di link building, campagne Ads).
Non esistono ricette universali: ciò che conta è la proporzione tra sforzo e ritorno, cioè il ROI. Un audit iniziale consente di stimare tempistiche, gap rispetto ai competitor e budget ragionevole per presidiare le prime posizioni. Potrei dirti che un’attività SEO fatta bene prende almeno 6-12 mesi e costa, di base, 600€ al mese senza conteggiare analisi e pianificazione della strategia.
Considera che anche gli aggiustamenti in corsa iniziano a dare i propri frutti dopo qualche settimana. Provato da poco sulla mia stessa pelle andando a modificare diversi aspetti del mio sito web in termini di alberatura, distribuzione delle keyword e ottimizzazioni assortite andando ad eliminare un’intera sezione del blog, per esempio. Ne parlo su LinkedIn, se vuoi approfondire ci sentiamo lì 😏
Audit, reportistica e come verificare i progressi
Nessun viaggio può dirsi riuscito senza una mappa dettagliata. Un SEO audit accurato – tecnico, semantico, rispetto ai competitor – restituisce la fotografia reale del sito: solo così si individuano i fattori che bloccano la scansione, le lacune nei contenuti e i temi dove la concorrenza è avanti.
Monitoraggio settimanale su ranking, CTR, copertura d’indice e traffico organico/paid è imprescindibile.
Ogni report mensile racconta il ritorno delle azioni e permette di correggere la strategia: chi parte dal check-up regolare riesce a mantenere salda la posizione, evitare sorprese e pianificare in modo efficace nuovi investimenti.
Raggiungere la prima pagina nei risultati di Google è il risultato di una regia attenta, tra analisi, ottimizzazione e mix di canali.
Case study (100% crescita organica)
Tutto quello che leggi in questo contenuto è già applicato sul campo da diverso tempo ed è frutto di studio, analisi, (mille mila) test falliti e aggiustamenti in corsa sopra citati. Voglio portarti sul tavolo casi reali su cui ho lavorato o lavoro tutt’ora, affinché ti renda conto di quanti sono davvero gli elementi da considerare per – come dicono tanti – rankare su Google.
Boh Magazine
Il primo caso è quello di Boh Magazine, webzine musicale di cui sono fondatore, progetto editoriale oggi dato in gestione a terzi. Sotto governo del sottoscritto, il sito web ha raggiunto 1.000.000 di utenti all’anno. Tutto organico.
Come ci sono riuscito? Dai un occhio alla struttura interna delle pagine, degli articoli e, in particolare, dalla sezione dedicata agli artisti. Ovviamente c’è molto altro sotto il cofano, lavoro anche di ottimizzazione del codice e micro-dati ma se fossi curioso di saperne di più ti lascio il link qui di seguito 👇🏻
Per approfondire: caso studio sito web Boh Magazine
Consulenza Amazon
Nel caso di Consulenza Amazon, invece, abbiamo lavorato su una nicchia molto verticale e ottimizzato le pagine dei servizi con estrema precisione. A questo abbiamo unito attività di ottimizzazione della pagina Google My Business e implementato una sezione blog per coprire gli intenti informativi e spingere ulteriormente verso le pagine dei servizi con i link interni, così da finalizzare la conversione degli utenti in lead. E molto altro ancora, naturalmente.
Hai visto quanto c’è da investire per essere primi su Google?
Amico mio, se sei arrivato fino a qui: complimenti! Non mi aspettavo nemmeno io che sarebbe stato un viaggio così lungo, me ne stupisco ogni volta. Spero tu abbia compreso davvero cosa serve per essere primi su Google:
- studio, analisi, strategia, metodo
- contenuti di grande qualità, validi ed esaustivi per gli utenti e le loro ricerche
- aggiornamento continuo
- sito web chiaro, ben strutturato e veloce a caricare
…e mille altre cose che spaziano dai tecnicismi alle best practice. Ma soprattutto servono, come detto a più riprese, tempo e pazienza. È un po’ come curare il proprio orticello in casa.
Metafore a parte, ora spero di averti fornito una guida completa, chiara ed esaustiva per aiutarti a migliorare più possibile il posizionamento SEO del tuo sito web. E hai anche link di approfondimento per ogni topic. Per ulteriore supporto, segui il form qui di seguito e contattami per una consulenza SEO più precisa e puntuale per il tuo sito web.
